finferflu ha scritto:Ora passando allo Stable Branch, io credo che sia una buona idea perchè estenderebbe l'uso di Arch anche ad altri ambienti, quali server, o magari anche ambienti commerciali.
Il termine "stable" è inflazionato. Per quanto riguarda i server, kernel a parte forse (ma qui dipende dall'hardware a disposizione), personalmente ho avuto i risultati migliori con i software aggiornati all'ultima versione ufficiale disponibile (parlo di samba, postfix, shorewall ecc.).
Arch non pacchettizza le versioni di sviluppo dei software, o al limite le mette nei repo "testing" e "unstable" che , ovviamente, in un server (ma nemmeno in un desktop di produzione) non vengono usati. Quindi la "stabilizzazione" viene già operata dai team di sviluppo degli stessi.
Nella pagina del wiki "incriminata" si parla pure di "backport delle fix di sicurezza", e qui, mi spiace, ma io mi fido di più delle fix applicate al ramo main da, ad esempio, il team di samba che da un maintainer di una distro "amatoriale" come Arch.
Non è che quanto affermano non si possa fare, per carità, ma ci vuole struttura, laboratori di test, personale e così via, come ora possono fare RedHat, Novell e pochi altri. Arch non fornisce nulla di predefinito (come pacchetti) posso installare l'MTA o il DE che più mi piace, come posso testare tutto questo "insieme" e poi definirlo "stable" ?
E poi signori ricordiamoci sempre che Linux è uno solo, Samba è uno solo, GNOME è uno solo, le distro sono poco più di una raccolta di pacchetti messi insieme per facilitarci il compito. Arch e il suo "rolling" và bene così, se ho bisogno di cose diverse cambio distro.
Secondo me sarebbe più interessante una versione "server" nel modello "zenwalk" (
http://www.zenwalk.org/modules/tinycontent/index.php?id=33) che mira a fornire una versione ottimizzata e ripulita del kernel e qualche utility per velocizzare amministrazione e configurazione.
Ma, come qualcuno già saprà

, questa è un'altra storia.
